A Bangkok “ogni cosa è fatta al modo thai, e tu non riuscirai a capirla se non capisci che cos’è il modo thai, che però non puoi capire se non sei thai. […] Capito che non si può capire, si può procedere”.
E, visto che Bangkok non si può comprendere perché non siamo thai, come si può pensare di raccontare un libro su Bangkok? Mescolando un libro, una birra e una cena thai durante la quale il suo autore – che vive a Bangkok da tantissimo tempo ed è, giocoforza, diventato un po’ thai – parla di una città verticale, impermanente, caotica e indefinita.
Una cultura passa anche attraverso il suo modo di considerare il cibo, i suoi ingredienti, i riti e gli equilibri tra i sapori. Costruire un ponte tra le persone e i mondi, allora, passa anche dal cibo.











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