Intelligenza: “Complesso di facoltà psichiche e mentali che consentono di pensare, comprendere o spiegare i fatti o le azioni, elaborare modelli astratti della realtà, intendere e farsi intendere dagli altri, giudicare, e adattarsi all’ambiente.” (Enciclopedia Treccani)

 

Blade Runner, immortale film del regista Ridley Scott, è tratto da un libro di fantascienza di Phillip K. Dick il cui titolo originale era “Ma gli androidi sognano le pecore elettriche?” (But do androids dream electric sheeps?).

Sia il libro sia il film precorrono, come spesso fa la fantascienza, un tema che oggi è uscito da pagine e schermi per diventare attualità: l’Intelligenza Artificiale – i replicanti di Blade Runner sono AI inserite in corpi di materiale sintetico – è definibile come “intelligenza” oppure è, ed è destinata a rimanere, un’entità capace esclusivamente di immane potenza di calcolo?

Dunque, cos’è l’intelligenza? Quali sono le sue caratteristiche?
Comprensione, volontà e creatività sono tre tratti che distinguono l’umano. C’è da chiedersi se anche l’intelligenza artificiale sia in grado di capire, volere, creare.

Queste le domande che sono state affrontate a Villa Lascaris tra aprile e maggio 2024, con tre incontri che esploravano diversi aspetti dell’Intelligenza:

L’AI CAPISCE?
L’AI VUOLE?
L’AI CREA?

Una ricerca che ha volutamente esplorato i temi dell’Intelligenza Artificiale in modo diverso, declinando la riflessione sulla tecnologia e sull’umano, esplorando dati, filosofie, interpretazioni. Né apocalittici né integrati, insomma. Partendo da Blade Runner, vero filo conduttore di tutti gli incontri, per arrivare a Cartesio, Floridi e… noi.